Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
Calogero Lazzaro

Calogero Lazzaro

 

Il quattro a zero inflitto dalla Sancataldese pesa come un macigno. Per l’Akragas certamente un passo indietro sul piano della prestazione e delle motivazioni. Lo ha riconosciuto in sala stampa il tecnico Giancarlo Favarin.

“Non mi aspettavo una prestazione simile e ciò che mi sento di dire è innanzitutto scusa ai tifosi che ci hanno seguito e alla società.

Dopo la partita col Favara immaginavo una reazione diversa. Mi assumo la responsabilità perché ho fatto delle scelte sbagliate che si sono rivelate disastrose ed il risultato è in parte colpa mia.

Con la squadra avrò modo di confrontarmi in settimana perché cullare delle ambizioni con queste prestazioni forse siamo fuori strada. Speranze di salvezza? Con questo atteggiamento difficile venire fuori da questa situazione”.

 

 

L’Akragas perde anche la sfida salvezza del Valentino Mazzola. I biancazzurri incassano un pesantissimo quattro a zero dalla Sancataldese. Un duro colpo, l’ennesimo, dopo la bruciante sconfitta della settimana precedente contro la Castrum Favara.

La squadra di Favarin sembra essere ripiombata nel tunnel della negatività. La Sancataldese ha fatto un sol boccone di un’Akragas assai fragile che ha perso anche Tuccio per infortunio dopo pochi minuti di gioco.  

I verdeamaranto la sbloccano dopo un quarto d’ora grazie a Montaperto. Il raddoppio nel secondo tempo (62esimo) con Tedesco. Il terzo gol su calcio di rigore trasformato da Montaperto e nei minuti di recupero segna anche Chris Gueye, neo acquisto della Sancataldese.

L’unico tiro in porta dei biancazzurri a firma di Lo Faso negli ultimi minuti. Nulla di più. L’attaccante Mudrinski sotto tono, incapace di incidere. Nella seconda parte del match gli agrigentini sono rimasti in dieci per l'espulsione di Di Modugno.

Un quattro a zero netto davanti ad una bellissima cornice di pubblico di fede agrigentina. In circa duecento hanno riempito la gradinata del “Mazzola” incitando la squadra con cuore e passione. Tifosi davvero encomiabili. La squadra però non è riuscita a ricompensare l’affetto ricevuto. Al termine della gara contestazione nei confronti dell’attuale proprietà.

Per l’Akragas è uno dei più brutti periodi degli ultimi anni. Domenica prossima allo stadio Esseneto arriva l’Igea Virtus.     

 

Delusione e amarezza ma in casa Akragas c’è ancora voglia di lottare per provare ad evitare la retrocessione diretta.

Il tecnico Giancarlo Favarin commenta così la pesante sconfitta interna con la Castrum Favara. “Nel primo tempo potevamo e dovevamo chiudere la partita ma quando ci si rende conto di non poterle vincere non bisogna perdere. Siamo stati ingenui. Il nostro giocatore avrebbe dovuto evitare quel fallo in area. Dispiace anche perché avevamo fatto una buona partita davanti ad una bella cornice di pubblico. Ma a noi servono i punti e oggi è una sconfitta sanguinosa”.

 

In sala stampa anche il patron Giuseppe Deni che prova a risollevare il morale dell’ambiente.

“L’unico protagonista in negativo è stato l’arbitro. Concedere al 90esimo un rigore dubbio significa rovinare una bella partita. Penso che ai punti l’Akragas avrebbe meritato la vittoria anche se la Castrum Favara ha dimostrato di essere una squadra quadrata. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto per entrambi.

Di questa domenica valuto due cose positive: il ricompattamento della tifoseria ed un’Akragas ben messa in campo che ha giocato una buona partita considerando che eravamo privi praticamente del centrocampo a causa delle assenze di Meola e Palazzolo.   

Desidero rivolgere un appello alla tifoseria e a tutta la città. Mancano ancora 14 partite e la classifica è molto corta. Sono sicuro che se l’Akragas continuerà a giocare con questa determinazione salvare la categoria non sarà impossibile. Sarà fondamentale remare tutti nella stessa direzione”.

 

Il “cucchiaio” di Baglione dal dischetto è un boccone amaro per l’Akragas che nei minuti di recupero è costretta ad incassare una pesantissima sconfitta interna con la Castrum Favara.

La sfida sul terreno fangoso dello stadio Esseneto va agli ospiti che sfruttano il calcio di rigore concesso senza esitazione dall’arbitro Polizzotto di Palermo per un fallo di De Marino, che è stato anche espulso.

Una doccia fredda per l’Akragas che sperava di dare continuità alla vittoria esterna di sette giorni fa a Pompei.

Davanti ad un pubblico che l’ha incitata dal primo all’ultimo minuto la squadra di Favarin non è riuscita nell’intento. Non è mancata certamente la volontà ma i biancazzurri non sono riusciti a scardinare l’attenta retroguardia favarese. E’ stata una bella partita, sostanzialmente equilibrata, con capovolgimenti di fronte. Akragas e Castrum Favara non si sono risparmiate ed entrambe hanno avuto l’opportunità di andare in gol, soprattutto nel primo tempo.

Mister Favarin nel secondo tempo ha fatto esordire l’attaccante Mudrinski. Il croato dopo pochi secondi ha avuto una ghiottissima palla gol ma l’ha fallita.  Seppur priva a centrocampo di Meola e Palazzolo, l’Akragas ha avuto maggiormente l’iniziativa ma la Castrum Favara ha retto bene impegnando anche l’estremo difensore Dregan.

Agonismo, grinta e voglia di fare bene da entrambe ma a spuntarla è stata, appunto, la Castrum Favara di mister Infantino che conquista tre punti importanti per la salvezza. Continuando così i gialloblù non avranno problemi a centrarla.

Per l’Akragas uno stop in casa che fa male. Nel secondo tempo avrebbe dovuto fare di più. Sconfitta bruciante che ferma l’onda positiva e smorza l’entusiasmo che si stava riaccendendo. I biancazzurri restano ultimi in classifica con 14 punti. Domenica prossima la delicata trasferta con la Sancataldese.  

 

 

 

 

La vittoria a Pompei ha risollevato il morale dell’ambiente Akragas. I tre punti hanno dato sostanza e soprattutto fiducia ad un gruppo che intende dimostrare di non meritare l’ultimo posto in classifica.

L’Akragas sa bene che per continuare ad alimentare le speranze di evitare la retrocessione in Eccellenza è chiamata ad un grande girone di ritorno. Quattro punti in due giornate è un buon viatico ma occorre dare continuità ai risultati positivi.

Domenica l’Akragas è attesa dalla difficile gara interna, all’Esseneto, con la Castrum Favara, che nel recupero del mercoledì con la Reggina ha dovuto cedere in casa tre a uno.

Nell’Akragas potrebbe esordire il nuovo attaccante serbo Mudrinski.

La società ha indetto la “Giornata biancazzurra”, pagheranno anche gli abbonati, ed esorta i tifosi a stringersi alla squadra in una fase della stagione particolarmente delicata e cruciale.

Un appello a riempire l’Esseneto arriva anche dagli stessi tifosi, organizzati e non. In queste ore sui social sono sempre più numerosi i video “motivazionali” per caricare la squadra ad affrontare il girone di ritorno con grande determinazione. “Si può” si legge, ad esempio, nel video realizzato da Salvatore e Giuseppe Barresi che invitano gli agrigentini a dimostrare il proprio calore alla squadra del cuore.  

L’impresa sportiva è ancora possibile. Il gruppo di Favarin ha già suonato la carica e promette di dare il massimo per provare a stupire. "Il si può" dei tifosi potrebbe diventare il tormentone delle prossime settimane e sfide. 

 

Finalmente sorrisi nello spogliatoio dell’Akragas nel dopo gara vittorioso di Pompei. Spazio per un selfie da postare sui social che sà di messaggio al campionato: l’Akragas non molla e vuole giocarsi fino in fondo le chance di evitare la retrocessione in Eccellenza. In sala stampa il tecnico Giancarlo Favarin con la saggezza e l’esperienza che lo contraddistinguono elogia il gruppo ma al tempo stesso non si esalta oltremodo. Profilo basso e umiltà.

L’Akragas è consapevole di dover scalare una “montagna” per porre rimedio a una stagione tribolata.

“Abbiamo poco tempo per cercare di rimontare la classifica. Dobbiamo giocare tutte le partite con questo atteggiamento, questa intensità e questa predisposizione al sacrificio da parte di tutti i giocatori come hanno fatto a Pompei. Nelle precedenti partite ci è mancato anche quel pizzico di fortuna che necessita. Col Pompei abbiamo giocato una buona partita rischiando il giusto. Penso che il risultato sia giusto.

Quanto conta la vittoria in Campania? Noi ci crediamo come la società e come i nostri tifosi che - come avete visto - ci hanno seguiti anche numerosi. Meritano un plauso per la lunga trasferta e per il prezioso supporto che ci hanno dato.

Questa vittoria ci fa acquisire un po' di consapevolezza nei nostri mezzi. Dobbiamo continuare su questa traccia per toglierci da questa posizione”.

 

 

L’Akragas che piace per atteggiamento, gioco e personalità. I biancazzurri vincono con orgoglio e grande merito. Il Pompei deve inchinarsi alla squadra di Favarin e lascia il campo tra i fischi e la contestazione del pubblico campano. L’Akragas esulta con i propri trenta tifosi che con passione e amore, senza guardare la classifica, hanno seguito la squadra del cuore trascinandola verso un successo che fa morale e muove la classifica.

Vittoria due a zero maturata nel secondo tempo, firmata da un super Meola (all’ottavo della ripresa) con un bolide che si è insaccato sotto l’incrocio dei pali della porta difesa dal riberese Rizzuto e al settimo minuto di recupero da Lo Faso entrato in campo nei minuti conclusivi della gara.

Akragas che ha interpretato la partita nel modo giusto, limitando il gioco del Pompei di mister Esposito. Il portiere Dregan è stato chiamato all’intervento in un paio di occasioni. L’occasione più ghiotta quella capitata nei piedi di Rondinella ma il portiere agrigentino si è fatto trovare pronto.

Nell’Akragas da registrare la buona prova del centrocampista Pusic, al suo esordio in maglia biancazzurra. Il croato ha giocato ottimi palloni, dando sicurezza ai compagni. Ha sicuramente ampi margini di miglioramento. Ma il merito va a tutta la squadra protagonista di una bella prestazione. 

L’Akragas torna ad Agrigento con i tre punti in cascina, terza vittoria in campionato, e la consapevolezza di poter crescere ulteriormente con l’inserimento dell’attaccante serbo Mudrinski. Bello e significativo l'abbraccio dei calciatori agrigentini a fine partita.  

Con cuore, coraggio, serenità, determinazione e un pizzico di fortuna l’Akragas può continuare a sperare di mantenere la categoria.  La pesante vittoria in trasferta contro una diretta concorrente fa salire le quotazioni. Domenica prossima allo stadio Esseneto arriva la Castrum Favara.       

 

 

 

“Problemi di natura lavorativa non mi hanno consentito di rispettare al momento gli impegni assunti per l’acquisizione dell’Akragas. In considerazione di ciò passo nuovamente tutto al dottor Deni che cercherà di fare quello che io non sono stato in grado di fare”.

Queste alcune delle parole di Emanuele Canzonieri contenute in un video diffuso dal club biancazzurro. Il “presidente” lascia la “guida” della società dopo appena qualche settimana. Le scusa al gruppo societario, ai tifosi e alla città per le promesse non mantenute. Scuse anche al sindaco di Agrigento incontrato il giorno prima a palazzo dei Giganti, col quale aveva parlato di progetti da sviluppare insieme.

Parole, tante parole. Come quelle che anche il club agrigentino prudentemente avrebbe dovuto evitare a dicembre ufficializzando il passaggio delle quote a Canzonieri. Annunciarlo ad operazione conclusa (con il denaro incassato) avrebbe evitato il brutto pasticcio che inevitabilmente macchia l’Akragas anche sul piano dell’immagine.

La società dell’Akragas in una nota annuncia azione legale. Tramite i legali sarà presentata formale denuncia per truffa nei confronti di Emanuele Canzonieri e per i gravi danni d’immagine arrecati al club.

Delusione, amarezza e rabbia tra i tifosi che in queste ore tramite i social stanno sfogando anche la loro preoccupazione e disappunto per la gestione complessiva della vicenda. In tanti scrivono di non avere più fiducia nell'attuale gruppo dirigente. Per la gran parte dei sostenitori l’Akragas è giunta al capolinea.

Con questa situazione la squadra prepara la trasferta a Pompei.  Una nuova sfida per provare ad alimentare le chance di evitare la retrocessione diretta in Eccellenza dopo appena due anni.

  1. Popular
  2. Trending
  3. Comments