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Calogero Lazzaro

Calogero Lazzaro

Alla vigilia della riunione del consiglio d’amministrazione dell’Akragas, l’amministratore delegato del club Peppino Tirri ha incontrato la stampa nella sala conferenza dello stadio Esseneto.

Un incontro per fare il punto della situazione e spiegare alcuni punti fondamentali per il futuro dell’Akragas.

“Domani è atteso il presidente Marcello Giavarini. E’ previsto l’incontro con i soci di minoranza. E Giavarini dovrà decidere se continuare o meno. La situazione economica è delicatissima. Il presidente sin dal suo arrivo si è fatto carico di oneri finanziari non di poco conto e adesso, insieme ai soci di minoranza, dovrà stabilire il da farsi. Ognuno è chiamato a fare la propria parte, nessuno escluso. Per continuare servono i soldi. Giavarini vi garantisco che non si è mai sottratto, nonostante gli insulti che abbiamo ricevuto da parte di alcune frange di tifosi”.

Fare chiarezza servirà a porre le basi per continuare. L’Akragas non può perdere tempo. Occorre avere chiaro il quadro economico.  

“Abbiamo fatto un gran lavoro spendendo la stessa cifra dello scorso anno. E quest’anno siamo arrivati ottavi in Lega Pro”.

 

Il futuro dell’Akragas è ancora da scrivere.

Contento del pareggio il tecnico del Messina, Lello Di Napoli. Incontrando i giornalisti al termine della gara non ha nascosto il timore di perdere la gara.

“Ho pensato che potessimo perderla ma non meritavamo di uscire sconfitti. Sono molto contento perché ho la fortuna di allenare un grande gruppo. Voglio ringraziare i ragazzi per come continuano ad applicarsi. Facciamo un bel calcio e siamo in crescita. Molto bene.

L’Akragas ha fatto la sua partita. E’ stata brava a rimontare. Onore ai biancazzurri per come hanno giocato e per come hanno condotto il campionato. Senza la penalizzazione sarebbe già salva”.

 

Per Di Napoli si è trattato di un ritorno ad Agrigento. Non ha mancato di sottolinearlo. “Conservo un bel ricordo di Agrigento. Qui da giocatore ho vinto un campionato di serie D all’inizio degli anni ’90. Mi fa piacere che gli agrigentini abbiano una squadra in Lega Pro. Il mio presente è Messina dove speriamo di finire la stagione in crescendo”.

Il tecnico dell’Akragas, Pino Rigoli, accetta serenamete il pari. “E’ un punticino che si aggiunge agli altri. Sono contento della reazione dei ragazzi. Non è facile rimontare due gol ad una squadra come il Messina ma sicuramente se avessimo gestito con meno ingenuità gli ultimi minuti avremmo parlato di un altro risultato.

 

Nel complesso è un buon pari. Non dobbiamo dimenticare da dove venivamo. Abbiamo fatto un grande girone di ritorno. Sul campo abbiamo conquistato 43 punti. Adesso dobbiamo concludere l’opera preparando al meglio la fondamentale gara di Melfi”.

Si è passati dalla quasi vittoria del Messina a quella dell’Akragas per poi concludere con un pari. Dal due a zero del Messina, estremamente cinica e concreta nel primo tempo, al tre a due dell’Akragas, protagonista nella seconda frazione di gioco di una bellissima rimonta e sorpasso. Poi il definitivo 3 a 3.

All’Esseneto tante emozioni per chi ha deciso di godersi il derby tra Akragas e Messina. Una gara dal sapore speciale che tornare dopo 32 anni. Messina già salvo e con l’ambizione della Tim Cup. Akragas non ancora salva, ma vicina al traguardo.

Il Messina apre le marcature al 3’ con Tavares. L’Akragas reagisce ma non finalizza. I giallorossi dell’ex Lello Di Napoli sfiorano il raddoppio con Cocuzza ma Vono è bravo a neutralizzare, e poi trovano il raddoppio ancora con Tavares.

Il primo tempo si conclude sul due a zero dei peloritani. Nella ripresa l’Akragas cambia musica e dà vita ad una bella rimonta. Prima accorcia, al 5’, con Urban Zibert. Alla mezzora è Leonetti a mettere il sigillo sul momentaneo pari. Poco dopo arriva il terzo gol che fa impazzire di gioia i tifosi biancazzurri. A realizzarlo è Matteo Di Piazza che esulta zittendo il pubblico che in precedenza lo aveva fischiato.

Il Messina, però, non stacca la spina e dopo due tentativi trova la rete del pari con Gustavo imbeccato da Cocuzza.

 

Per l’Akragas la salvezza resta vicina ma non è ancora un obiettivo centrato. 

Archiviata la gara col Martina Franca, l’Akragas si concentra sul Lecce. Sfida dal sapore importante, contro una squadra che ha anche giocato in serie A.

Della gara di sabato ha parlato oggi in conferenza stampa il tecnico Pino Rigoli.

“Sappiamo che affronteremo una squadra costruita per vincere ma dobbiamo andare a Lecce consapevoli che se riusciremo a portare a casa qualche punto sarebbe straordinario. Per noi è un onore affrontare un club come il lecce con trascorsi in categorie superiori. Per la gara di sabato spero di recuperare Vicente.

La nostra salvezza? Siamo a buon punto ma dobbiamo pensare una partita per volta, anche se sul campo, l’avevamo già raggiunta se non ci fossero state penalizzazioni”.

Il tecnico dell’Akragas si è anche espresso riguardo qualche fischio dei tifosi durante la gara. “Fischiare un proprio calciatore a partita in corso lo ritengo sbagliato. Lo si può fare, semmai, al termine. Chi paga il biglietto ha il diritto di farlo. Ma credo che per questa squadra siano ingenerosi. Nel girone di ritorno abbiamo una media punti da alta classifica. Siamo fuori dalla zona play out, credo che qualcosa di buono l’abbiamo fatta.

 

Il mio futuro? Sono legato all’Akragas fino al 30 giugno ed onorerò il mio impegno nel migliore dei modi. Poi ne discuteremo.  

Un punticino. Muove la classifica e, alla luce degli altri risultati di giornata, non è da ritenere negativo.  Al di la della magra classifica il Martina Franca si è dimostrata squadra tosta, quadrata, ben organizzata capace di impensierire. All’Esseneto i pugliesi hanno ben impressionato.

Dopo un primo tempo senza gol, nella ripresa sono proprio gli ospiti a passare in vantaggio. Al 18esimo è Taurino ad andare in gol da poco fuori l’area di rigore. Un tiro angolato sul quale nulla ha potuto il portiere agrigentino Vono.

Al 34esimo il pareggio dell’Akragas. Matteo Di Piazza è bravo ad entrare in area e viene atterrato dal portiere del Martina, Viotti. Per il direttore di gara è rigore. Dal dischetto trasforma lo stesso attaccante. Il portiere Viotti intuisce la traiettoria non riesce ad evitare il gol.

A quel punto la partita si accende. Non mancano le emozioni e le occasioni sia dall’una che dall’altra parte. Nella fila biancazzurre Di Grazia e Leonetti ci provano ma la difesa ospite riesce a resistere.

 

Finisce 1 a 1 ed una giornata di campionato in meno. Per l’Akragas l’obiettivo salvezza è sempre ad un passo anche se i biancazzurri sono adesso attesi da due gare di fuoco con Lecce e Foggia. 

Il futuro dell’Akragas passa anche dalla partita di domani con il Martina Franca. Una vittoria consentirebbe ai biancazzurri di avvicinarsi all’obiettivo salvezza e nello stesso tempo, si spera, alimenterebbe nuovo entusiasmo e fiducia riguardo al futuro del club. Per il tecnico Pino Rigoli “è una partita fondamentale per il presente e per il futuro. Agrigento deve salvaguardare il patrimonio Akragas. La città comprenderà il reale grande valore della Lega Pro quando la perderà. Bisogna tutti impegnarsi per dare continuità al progetto avviato.

Amo profondamente questa città. Agrigento mi ha dato tanto e la sento mia. L’Akragas deve rappresentare un orgoglio per questa città”.

Riguardo la gara col Martina, il tecnico dell’Akragas ritiene i puglisi “avversari insidiosi. Una squadra da non sottovalutare anche perché in organico ha giocatori di esperienza e nel mercato di gennaio si sono molto rinforzati. Dobbiamo rimanere lucidi e non dobbiamo abbassare il nostro livello di concentrazione”.

 

 

Akragas

Maurantonio, Vono, Lo Monaco, Grea, De Rossi, Salandria, Capuano, Cazè, Muscat, Marino, Greco, Zibert, Dyulgerov, Mauri, Candiano, Leonetti, Aloi, Di Grazia, Madonia, Cristaldi, Fiore, Di Piazza. 

Martina Franca

 

Viotti, Gabrieli, Simone, Migliaccio, D’Orsi, Danese, Marchetti, Allegra, Curcio, Antonazzo, Basso, De Lucia, Cristofari, Di Lauri, Dianda, Kuseta, Rajcic, Topo, Diakite, Berardino, Taurino

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