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Calogero Lazzaro

Calogero Lazzaro

 

Il campionato di serie D per l’Akragas finisce qui. Ora è ufficiale. Il club lo ha annunciato con un comunicato nel quale precisa, però, che prosegue l’attività giovanile.

 

Il testo integrale

 

“La Società dell’Akragas comunica ufficialmente di aver trasmesso alla Lega Nazionale Dilettanti la propria rinuncia improrogabile alla prosecuzione del campionato di Serie D.

 

Dopo un’attenta e sofferta valutazione, il club ha preso atto dell’impossibilità di garantire la continuità della stagione agonistica a causa di difficoltà gestionali ed economiche che non consentono di proseguire il percorso intrapreso.

 

Nonostante questa difficile decisione, la Società conferma il proprio impegno nella crescita dei giovani talenti e proseguirà regolarmente le attività del settore giovanile, con l'obiettivo di garantire continuità e sviluppo al movimento calcistico locale”.

 

La buona volontà non è mancata ma non è riuscita ad andare oltre. Akragas sconfitta al “Granillo” dalla Reggina. Gli amaranto di Trocini si sono imposti con un secco due a zero maturato nel secondo tempo.

 

Nella prima parte di gara l’Akragas, ben posizionata sul rettangolo di gioco, è riuscita a contenere la Reggina chiudendo bene gli spazi. Nella seconda frazione i biancazzurri hanno dovuto cedere. A sbloccarla è Barranco subentrato in avvio di ripresa.

Il raddoppio è firmato da Urso con un gran tiro dalla distanza che nel finale trafigge il portiere Gerlero.

 

Per l’Akragas è sempre più buio e con tante incognite sul futuro.

 

 

Un punto più per l’onore che per la classifica. All’Esseneto l’Akragas conquista il pari, senza gol, nella sfida con l’Acireale. Gara in un clima diverso dal solito: curva vuota, senza il tifo organizzato. I tifosi, infatti, come avevano preannunciato, in segno di protesta hanno disertato lo stadio e sono rimasti fuori. Chiedono un totale rinnovamento dirigenziale, di voltare pagina per provare a ripartire. 

L’Akragas priva di numerosi giocatori tra squalifiche, infortuni e qualche addio, ha giocato con impegno, determinazione e cuore. I ragazzi di Favarin hanno provato a conquistare l’intera posta in palio ma non sono riusciti a superare la retroguardia acese.

Gli ospiti, galvanizzati dalla sorprendente vittoria col Siracusa,  hanno dovuto fare i conti con una squadra volitiva, che – come si dice in questi casi – ha messo il cuore oltre l’ostacolo per provare a regalare la vittoria ai pochi tifosi sugli spalti.

L’Acireale ci ha provato in diverse occasioni con Sueva e Mokulu ma il portiere Gerlero è stato bravo a neutralizzare.

L’Akragas prova a pungere in avanti con Mudrinsk. L’attaccante sul finire di partita colpisce anche il palo ma per l’assistente era in posizione irregolare. L’Acireale ha giocato in dieci uomini per l’espulsione dal 75esimo di Romano.

Finisce zero a zero. Un punto che serve a poco all’Akragas. La squadra di Favarin si avvia alla retrocessione e restano tanti punti interrogativi sul futuro.   

 

L’ennesima amarezza di una stagione alquanto tribolata è arrivata a Ragusa. Akragas battuta con un perentorio tre a zero. I ragazzi di Favarin hanno resistito 42 minuti quando si sono dovuti arrendere al gol di Crisci. Nel secondo tempo - al 28esimo - il rigore trasformato da Ahmetaj e al 50esimo il tris di Solmonte.

Per i biancazzurri la 17esima sconfitta in campionato e ultimo posto con appena 14 punti frutto di 3 vittorie e 5 pareggi.

Un bottino magro che sul campo sta lentamente portando la squadra alla retrocessione. Tifosi oramai rassegnati a questo epilogo anche se sono in tanti a chiedersi quale sarà il futuro del club. Difficile ora decifrarlo anche perché la priorità è concludere il campionato nel migliore dei modi, salvando l’immagine della società e della città di Agrigento.

Mentre l’Akragas vive uno dei periodi più bui della propria storia, l’annuncio nei giorni scorsi che lo stadio Esseneto – si spera entro il 2025 - sarà dotato dell’impianto di illuminazione. Un’opera attesa da molti anni.

Fino a poco tempo fa questa notizia avrebbe fatto esplodere la gioia dei tifosi dell’Akragas. Come si sa le torri faro sono fondamentali per poter disputare campionati professionistici ma considerata la “disperata” attuale situazione in pochi riescono ad esultare per la bella notizia.

 

 

Una delle stagioni più brutte dell’Akragas. Sempre più giù, sempre più ultima. Le residue speranze di evitare la retrocessione diretta si sono spente al triplice fischio dell’arbitro Gambacurta di Enna. I biancazzurri – oggi in divisa viola – hanno dato il lascia passare al Sant’Agata che nei minuti di recupero, vincendo 2 a 1, ha portato via i preziosissimi tre punti dall’Esseneto.

Akragas condannata da un calcio di rigore trasformato da Faccetti ma va rimarcato che la squadra di Favarin ha evidenziato i soliti limiti tecnici. Pochissime occasioni gol, pochi tiri in porta. Sant’Agata più volitiva e determinata.

Gli ospiti sono riusciti a sbloccarla con Catalano. Il pareggio momentaneo dell’Akragas su rigore siglato da Mudrinski.

Nella ripresa l’Akragas ha una buona occasione con Meola ma la spunta il Sant’Agata che al 93esimo pesca il “jolly”. Dagli undici metri segna Faccetti e l’Akragas resta in nove uomini per le espulsioni di Gningue (il suo fallo ha  causato il rigore) e Tuccio per proteste.

Ancora un epilogo amaro per l’Akragas e nuova delusione per i tifosi. Il futuro è sempre più nebuloso.

 

 

Ancora una sconfitta per l’Akragas, la quarta di fila. Biancazzurri battuti in trasferta dalla Scafatese. Tre a uno il risultato finale di una partita nella quale gli agrigentini hanno provato a dare fastidio ai più quotati avversari ma hanno dovuto cedere.

 

L’Akragas di Favarin ha resistito 38 minuti prima di incassare il gol di Foggia. Nel secondo tempo, dopo 12 minuti, il raddoppio gialloblù con Neglia. L’Akragas accorcia le distanze con Lo Faso 8 minuti ma la Scafatese non molla la presa e mette in cassaforte il match siglando la terza rete con Santarpia.

 

L’Akragas esce dal campo con un nuovo risultato negativo. Nonostante i buoni propositi non è riuscita a compiere l’impresa. La classifica è molto amara per il club agrigentino, ultimo con 14 punti.

L’aritmetica tiene, però, ancora in corsa l’Akragas. I play out non sono facili da centrare ma non impossibili. Domenica prossima all’Esseneto arriva il Sant’Agata che precede i biancazzurri di quattro lunghezze. Conterà solo la vittoria per provare ad alimentare le sempre più flebili speranze di evitare la retrocessione diretta in Eccellenza.

  

 

“L’Akragas resterà sempre nel mio cuore, ma la mia esperienza si chiude qui. Ho dato mandato all’amministratore unico Graziano Strano di consegnare ufficialmente la squadra al sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè”. 

Si conclude così una lettera di Giuseppe Deni nella quale annuncia l’addio all’Akragas. 

“Ogni percorso ha una fine, e oggi è il giorno dei saluti. Nel 2021, con entusiasmo e amore per la mia città, ho deciso di acquisire l'Akragas, consapevole delle sfide che mi attendevano. Sin dal primo anno ho cercato di dare solidità alla squadra, raggiungendo con l'allenatore Nicola Terranova la finale playoff, purtroppo persa contro il Martina Franca. La stagione successiva, sempre con mister Terranova, abbiamo conquistato la promozione in Serie D, un traguardo importante per il club e per la città.

Il primo anno in Serie D, con l’allenatore Marco Coppa, è stato un campionato di assestamento, chiuso con la salvezza ottenuta in anticipo. Parallelamente, ho combattuto per ottenere dalla politica locale la concessione dello stadio, fondamentale per garantire alla società una sostenibilità economica. Purtroppo, però, le istituzioni sono rimaste sorde ai nostri appelli.

Da sognatore quale sono, ho deciso di tentare ancora, investendo maggiori risorse per rafforzare la rosa, convinto che nell'anno di Agrigento Capitale della Cultura ci sarebbe stato un minimo di attenzione in più verso l'Akragas e il suo valore sociale, specie per i giovani. Purtroppo, tra una serie di eventi sfortunati e una stagione sportiva al di sotto delle aspettative, abbiamo raggiunto il punto più critico del nostro percorso.

Ho fatto sacrifici personali ed economici per tenere in piedi il progetto, chiedendo sostegno a imprenditori, istituzioni e tifosi. Il risultato, però, è stato amaro: oltre all'indifferenza, ho dovuto affrontare anche minacce morali e fisiche da una frangia isolata della tifoseria, che mi ha accusato di averli definiti "ubriaconi". Un'accusa ingiusta e strumentalizzata contro di me, poiché il termine era rivolto esclusivamente a due o tre persone che, a mio avviso, agivano da detrattori, e non certo ai tifosi che sostengono la squadra con passione, anche in trasferta. Lascio con il rammarico di aver dato tutto senza ricevere in cambio nemmeno il rispetto per il mio impegno”.

Per l’Akragas, ultima in classifica nel campionato di serie D, inizia un’altra partita, quella più importante legata al futuro.

 

 

L’epilogo della prima domenica di febbraio è stato come tanti quest’anno: la squadra dell’Akragas fischiata e contestata sotto la Curva Sud. L’ennesima amara e bruciante sconfitta interna che, a differenza delle altre, sa di resa.

Lo fa pensare come è maturata. Contro una non certo irresistibile Igea Virtus l’Akragas ha incassato due gol in pochi minuti e non ha per nulla mostrato voglia di lottare, grinta, determinazione. Si è vista una squadra senza mordente, scarica, evanescente.

Sconfitta ineccepibile (la 14esima stagionale) che aggrava la già critica situazione di classifica. I biancazzurri sono ultimi con 14 punti. La matematica tiene in vita la squadra di Favarin ma ad Agrigento oramai quasi nessuno crede nell’impresa. Nell’entourage akragantino si auspicava un girone di ritorno da protagonisti per risalire la classifica e, invece, il copione finora è praticamente lo stesso della prima parte della stagione e l’organico subisce frequenti modifiche.

Una situazione molto difficile e, forse, in evoluzione. La società ha indetto il silenzio stampa fino a data da destinarsi. I tifosi, intanto, continuano a chiedere a Deni di lasciare l’Akragas.

Il problema di classifica resta. L’Akragas continuando così si avvia alla retrocessione in Eccellenza, dopo appena due anni dalla promozione conquistata con merito ma anche con una buona dose di fortuna. Un vero peccato per una piazza appassionata. Anche nella gara contro l’Igea Virtus i tifosi della Sud hanno sostenuto la squadra dal primo all’ultimo minuto con grande calore. Un pubblico che merita certamente ben altro.

Domenica prossima l’Akragas è attesa dalla difficilissima trasferta di Scafati.  

 

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